Quando penso al cinema italiano degli ultimi anni mi prende un sentimento di rabbia mista a delusione e a cui si assomma una forte indignazione,
Si sente spesso parlare del fatto che il cinema italiano sia in crisi ma, se vediamo i dati sul cinema, ci accorgiamo che negli ultimi anni, c’è stato un incremento delle produzioni nostrane e anche gli incassi sono lievitati notevolmente.
I cinepanettoni riscuotono sempre grandi successi, così come i film comici e le classiche commedie. Al botteghino spesso i film italiani battono quelli stranieri ed è emblematico come ultimamente alcuni dei nostri film (Caos calmo, Parlami d’amore) riempiano costantemente le sale.
Ma se andiamo oltre le apparenze, possiamo notare l’assoluta mediocrità e decadenza del nostro cinema. I film italiani sembrano quasi tutti uguali (con poche eccezioni), affossati come sono nella proposizione dolore-cuore-amore che rappresenta la stella polare a cui guardano tutti i nostri autori. Quasi sempre sono film banali, noiosi, prolissi e che rappresentano la fiera del già visto e dello scontato. Mai uno scatto in avanti, mai un moto di libertà concettuale, mai un segno di nuova vitalità.
I dialoghi sono sempre banali e prevedibili nello sforzo costante di adeguarsi al vissuto quotidiano. Le riprese degne di un qualsiasi mestierante amatoriale, senza guizzi d’ingegno e sempre senza strafare. Effetti speciali neanche a parlarne, negati dall’appiattimento che coinvolge storie e situazioni. Attori spesso inguardabili che riescono a calcare i set solo perché amici degli amici o perché hanno venduto il loro corpo in cambio di qualche battuta. Produttori che non sanno più produrre investendo i propri soldi, ma elemosinando i finanziamenti dello stato ottenibili solo se si è parte del circuito delle amicizie giuste.
Le storie raccontate poi, rappresentano l’apoteosi dell’ovvio. Sempre e solo storie di quotidiana ordinarietà, piccoli microcosmi che non riescono mai a trovare una dimensione più vasta. Mancano del tutto le storie di ampio respiro, le grandi avventure dell’uomo, le epopee che vanno al di là del semplice vivere quotidiano. E mancano i generi cinematografici che invece nel passato hanno avuto diritto d’asilo nel nostro cinema ma che adesso vengono costantemente ignorati a favore della solita commediola sentimental-drammatica: mancano la fantascienza, l’horror, il thriller, l’avventura, lo storico, il western, il poliziesco (con qualche rara eccezione) ecc.
Di solito evito di guardare film italiani al cinema: sono film che possono prescindere benissimo dalla sala cinematofrafica per essere tranquillamente visti in TV. E sono anche film che mi annoiano profondamente.
Quando vedo le code davanti al cinema, di ragazzine adulanti che fremono per vedere film come "tre metri sopra il cielo" e seguiti vari, mi viene lo sconforto e prenso: ne usciremo mai?