giovedì, 03 aprile 2008

Periodo di concorsi questo

Ho inviato infatti una mia sceneggiatura per partecipare al concorso LAGO FILM FEST  nella sezione sceneggiature originali!

Il link alle pagine del concorso è il seguente:

http://www.lagofest.org/page.php?q=concorso&ul=02-Lff%202008

E' la prima volta che partecipo ad un concorso per sceneggiature e sono proprio curioso di vedere se e come viene valutato il mio lavoro. Confesso inoltre che sono fiducioso su un buon piazzamento della mia sceneggiatura! Staremo a vedere

postato da: peppegraceffa alle ore 17:40 | Permalink | commenti
categoria:cinema, concorsi letterari, sceneggiatura
mercoledì, 26 marzo 2008

Molti ritengono che la trilogia di Matrix sia semplicemente una saga cinematografica come tutti gli altri film!

Ma se invece si analizza in profondità l'intera saga (comprensiva degli Animatrix, dei fumetti e dei giochi dedicati) si possono fare delle scoperte davvero molto interessanti quali dettagli nascosti, simbologie celate, significati reconditi!

Vi siete mai chiesti ad esempio perchè i Wachowski (i registi) hanno inserito volutamente personaggi enigmatici quali il Merovingio o l'Architetto? Perchè proprio un Merovingio e non invece un Carolingio? Perchè un Architetto e non ad es. un Ingegnere?

L'intera opera sembra essere un antologia simbolica riconducibile all'esoterismo massonico e templare!

Se qualcuno vuole saperne di più, può scaricare il saggio che ho scritto insieme a tre altri appassionati e fan di Matrix, con i quali ho condiviso non solamente la passione per la Trilogia  ma anche l'amore per la ricerca e lo studio della stessa.

http://www.whatisthematrix.it/downloads/misteridimatrix.pdf

 Free Your Mind

postato da: peppegraceffa alle ore 11:54 | Permalink | commenti
categoria:cinema, matrix, fantascienza
lunedì, 10 marzo 2008

Prendo spunto da una discussione avuta su un forum per esprimere la mia opinione su una questione controversa: per diventare sceneggiatori, è necessario studiare o basta il proprio talento?

La questione è complessa perchè per fare il mestiere dello sceneggiatore non è richiesta la frequenza di una scuola o il conseguimento di una particolare abilitazione, quindi chiunque potrebbe farlo. Alcuni ritengono in ogni caso che lo studio sia fondamentale; per costorono partecipare a corsi specifici di scrittura, studiare manuali più o meno complessi è fondamentale per divetare sceneggiatori

Altri invece pensano che si possa tranquillamente prescindere dallo studio e affidarsi completamente alle proprie abilità.

La mia opinione al riguardo sta proprio nel mezzo. Ritengo infatti che lo studio sia importante per chiunque voglia cominciare una professione, anche quella dello sceneggiatore, perchè la conoscenza sta alla base di qualunque tipo di attività. Penso però che non sia necessario affidarsi completamente ai circuiti "istituzionali". A mio avviso non è necessario frequentare un corso, più o meno valido, di sceneggiatura anche se comunque la frequenza di un buon corso può per molti versi aiutare l'aspirante sceneggiatore. Tuttavia penso che i corsi, possano ingabbiare il talento di uno sceneggiatore, rinchiuderlo all'interno di gabbie strutturali, di schemi, regole e convenzioni che possono finire per limitare la creatività dello scrittore.

Ciò che conta davvero, a mio avviso, è conoscere le regole che stanno alla base della stesura di una sceneggiatura e dedicarsi ad uno studio che ciascuno può fare da sè, senza lasciarsi guidare da veri o presunti "docenti" di sceneggiatura. Leggere qualche libro sull'argomento è sempre interessante, spulciare le tecniche rivelate dai professionisti, stampare e analizzare le sceneggiature di grandi film, sono secondo me i metodi migliori per apprendere il "mestiere".

Quello che conta più di ogni altra cosa comunque, è il talento. Il talento può essere incrementato, migliorato e affinato, ma se non si ha talento, nessun corso potrà mai aiutare a diventare un bravo sceneggiatore. 

 

postato da: peppegraceffa alle ore 17:47 | Permalink | commenti (1)
categoria:cinema, fumetti, sceneggiatura
sabato, 01 marzo 2008

 

WITM_comics

Il sito www.whatisthematrix.it di cui sono membro dello staff, ha pubblicato un minisito dedicato ai fumetti della saga di Matrix.

Sono fumetti ufficiali che il nostro sito ha tradotto in italiano e quindi reso disponibili per tutti coloro che non conoscono la lingua anglosassone.

Vi invito dunque a visitare il ministo e leggere i Matrix Comics

http://www.whatisthematrix.it/matrixcomics

 

postato da: peppegraceffa alle ore 16:19 | Permalink | commenti (2)
categoria:cinema, matrix, fumetti
mercoledì, 27 febbraio 2008

Quando penso al cinema italiano degli ultimi anni mi prende un sentimento di rabbia mista a delusione e a cui si assomma una forte indignazione,

Si sente spesso parlare del fatto che il cinema italiano sia in crisi ma, se vediamo i dati sul cinema, ci accorgiamo che negli ultimi anni, c’è stato un incremento delle produzioni nostrane e anche gli incassi sono lievitati notevolmente.

I cinepanettoni riscuotono sempre grandi successi, così come i film comici e le classiche commedie. Al botteghino spesso i film italiani battono quelli stranieri ed è emblematico come ultimamente alcuni dei nostri film (Caos calmo, Parlami d’amore) riempiano costantemente le sale.

Ma se andiamo oltre le apparenze, possiamo notare l’assoluta mediocrità e decadenza del nostro cinema. I film italiani sembrano quasi tutti uguali (con poche eccezioni), affossati come sono nella proposizione dolore-cuore-amore che rappresenta la stella polare a cui guardano tutti i nostri autori. Quasi sempre sono film banali, noiosi, prolissi e che rappresentano la fiera del già visto e dello scontato. Mai uno scatto in avanti, mai un moto di libertà concettuale, mai un segno di nuova vitalità.

I dialoghi sono sempre banali e prevedibili nello sforzo costante di adeguarsi al vissuto quotidiano. Le riprese degne di un qualsiasi mestierante amatoriale, senza guizzi d’ingegno e sempre senza strafare. Effetti speciali neanche a parlarne, negati dall’appiattimento che coinvolge storie e situazioni. Attori spesso inguardabili che riescono a calcare i set solo perché amici degli amici o perché hanno venduto il loro corpo in cambio di qualche battuta. Produttori che non sanno più produrre investendo i propri soldi, ma elemosinando i finanziamenti dello stato ottenibili solo se si è parte del circuito delle amicizie giuste.

Le storie raccontate poi, rappresentano l’apoteosi dell’ovvio. Sempre e solo storie di quotidiana ordinarietà, piccoli microcosmi che non riescono mai  a trovare una dimensione più vasta. Mancano del tutto le storie di ampio respiro, le grandi avventure dell’uomo, le epopee che vanno al di là del semplice vivere quotidiano. E mancano i generi cinematografici che invece nel passato hanno avuto diritto d’asilo nel nostro cinema ma che adesso vengono costantemente ignorati a favore della solita commediola sentimental-drammatica: mancano la fantascienza, l’horror, il thriller, l’avventura, lo storico, il western, il poliziesco (con qualche rara eccezione) ecc.

Di solito evito di guardare film italiani al cinema: sono film che possono prescindere benissimo dalla sala cinematofrafica per essere tranquillamente visti in TV. E sono anche film che mi annoiano profondamente.

Quando vedo le code davanti al cinema, di ragazzine adulanti che fremono per vedere film come "tre metri sopra il cielo" e seguiti vari, mi viene lo sconforto e prenso: ne usciremo mai?

postato da: peppegraceffa alle ore 10:48 | Permalink | commenti (1)
categoria:cinema, sceneggiatura
mercoledì, 20 febbraio 2008

L'idea per una storia che diventerà poi un racconto o una sceneggiatura, è sicuramente la cosa più importante nel processo di creazione di una nuova opera.

Ma avere buone idee è sempre difficile e complesso. E spesso le buone idee hanno la cattiva abitudine di non arrivare proprio nei periodi in cui c'è bisogno di esse, quando ad esempio bisogna consegnare un nuovo lavoro e le scadenze incombono su di noi come una spada di damocle.

Come si fa allora ad avere buone ( o quantomeno discrete) idee quando servono???

Personalmente, quando devo cominciare una nuova storia, comincio a riflettere su svariate situazioni verosimili o inverosimili. Lascio andare la mente  e libero la fantasia in qualunque direzione, sperando che qualcosa esca fuori. Ma in questa fase, generalmente, riesco solamente ad elaborare in maniera magari diversa vecchie idee che avevo avuto in passato, senza quindi ottenere qualcosa di nuovo che mi soddisfi, anche se qualche volta un ideuccia ci scappa.

Se però non riesco a ricavare niente in questa fase, lascio perdere, e rimando a più tardi il processo di elaborazione. Ormai infatti ho capito che insistere a sforzare la fantasia è solamente controproducente in quanto non ottengo mai nulla di buono e allo stesso tempo, rischio di essere preso dallo stress.

Lascio passare un po’ di tempo quindi e passo nuovamente alla carica magari il giorno successivo, utilizzando la mia arma segreta: la musica.

Generalmente preferisco andare in giro in macchina, dove carico i miei CD preferiti, lasciando che la musica, piano piano mi sommerga. Mi lascio avvolgere dalla musica e lascio che le mie emozioni vengano a galla con le note e mi circondino completamente.

A quel punto, come per magia, le emozioni si trasformano in idee, tramite un processo che non sono mai riuscito a capire, ma che mi porta ad immaginare, trasportato dalle più diverse emozioni che la musica mi regala, nuove situazioni per una nuova storia.

A questo punto il più è fatto. Cerco di fissare nella memoria le idee che ho avuto e successivamente le rielaboro con calma, cercando di trasformarle in bozze di storie.

postato da: peppegraceffa alle ore 18:08 | Permalink | commenti (2)
categoria:cinema, fumetti, concorsi letterari, sceneggiatura
martedì, 19 febbraio 2008

Ho da poco terminato la mia ultima sceneggiatura per un film, alla quale sono molto legato. E’ stato un processo lungo e complesso, un po’ perché il lavoro quotidiano toglie spazio ed energie alla scrittura, sia perché ho voluto che questa sceneggiatura fosse proprio come la immaginavo. Ho continuato a lavorarci modificando dialoghi, impostando diversamente alcuni personaggi, intensificando e diluendo il ritmo della narrazione,  fino a quando non mi sono sentito soddisfatto. E ciò naturalmente mi ha portato via più tempo del previsto.

Penso però che ne sia valsa la pena e il risultato mi soddisfa quasi pienamente. Quasi perché ogni volta che la rileggo trovo sempre qualche difetto, vero o presunto, che mi spinge ad apportare nuove modifiche quando invece in realtà la sceneggiatura ve bene così com’è. Mi sono imposto quindi di smettere di pensare a modifiche e, da quel momento, l’ho vista in maniera diversa e mi sono reso conto che mi piace molto.

Adesso comincerò a farla circolare tra le case di produzione sperando di trovare qualcuno che ne voglia realizzare un film.

So bene che sarà difficile in quanto (dando ovviamente per scontata la buona qualità della sceneggiatura) la situazione del cinema italiano è perlomeno imbalsamata, visto che dominano sempre gli stessi temi e lavorano sempre le stesse persone. C’è una bassissima propensione al nuovo, sia come tipologia di film, sia come autori, ma non dispero di trovare gente che voglia sfuggire a questa logica perversa e dare fiducia al mio lavoro 
postato da: peppegraceffa alle ore 16:47 | Permalink | commenti
categoria:cinema, sceneggiatura