mercoledì, 07 maggio 2008

Sono arrivati i risultati del concorso letterario di fantascienza Space Prophecies IV di cui ho parlato qualche tempo fa e al quale ho partecipato con il mio racconto dal titolo "Virtuality"!

Mi sono classificato al 6° posto, una posizione onorevolissima che mi da ancora più spinta a proseguire nella strada della scrittura!

Di seguito i risultati ufficiali postati dagli organizzatori del concorso.

Abbiamo avuto un totale di 31 racconti partecipanti, tutti di alta qualità (cito i giurati e mi unisco al loro giudizio).

Quest'anno abbiamo pensato di pubblicare i primi dieci racconti classificati. Perciò, bando alle ciance, e complimenti a tutti:

1°: "Schermi Neri" di Maurizio Landini
2°: "Reality Moon" di Giancarlo Manfredi
3°: "Io sono il modulo" di Maurizio Landini
4°: "India" di Simone Conti
5°: "L'ultimo spettacolo" di Matteo Mancini
6°: "Virtuality" di Giuseppe Graceffa
7°: "Gianaudi" di Roberto Beccalli
8°: "Ultima notte a New Eden" di Luigi Brasili
9°: "Conosci il tuo nemico" di Filippo Rossi
9°: "Il manoscritto" di Biancamaria Massaro
9°: "Ritorno alla realtà" di Chiara Zanini
10°: "Fuori fuori fuori" di Diego Bortolozzo
10°: "Il crepuscolo" di Edoardo Pappalardo
10°: "Il pescamorti" di Stefano Andrea Noventa
10°: "Quasar" di Vincenzo Comito

I racconti che hanno la stessa posizione in classifica, sono arrivati a parimerito.

postato da: peppegraceffa alle ore 09:45 | Permalink | commenti
categoria:racconti, fantascienza, concorsi letterari
venerdì, 18 aprile 2008

Eccoci alla seconda parte del racconto "L'ultimo sogno"!

Buona lettura

L’appartamento era ampio, molto più grande degli standard cittadini, si poteva quasi pensare ad uno spreco di spazio per una persona sola in un mondo sovraffollato e in una città congestionata, dove lo spazio vitale era in continua diminuzione e molta gente era costretta ad occupare asettici e angusti moduli abitativi derivati da grandi appartamenti nel palazzi più vecchi. Nell’aria c’era però un cattivo odore di chiuso e di polvere, di cibo andato a male e di fumo, e tutto l’ambiente era permeato da un estremo disordine che a volte sfociava in sporcizia. Bottiglie, piatti e bicchieri sporchi erano sparsi un po’ ovunque, e in ogni angolo della casa c’erano oggetti fuori posto come se volutamente fossero stati riposti a casaccio.
Mike si buttò su una poltrona accendendosi una sintosigaretta e aspirando profondamente. Il fumo cominciò ad addensarsi attorno al suo volto dirigendosi verso l’alto in ampie spirali azzurrognole – mmm… ci voleva – sospirò l’uomo assaporando il piacere che gli scendeva nei polmoni - chissà però come dovevano essere le vere sigarette, quelle fatte col tabacco - pensò- e chissà invece come facevano a fumarle, dovevano avere un gusto orrendo.
Si ricordò di un amico che una volta ne aveva fumata una quando era di guardia al museo e che si ostinava a ripetere che non erano male. Purtroppo però quella bravata gli costò un mese di redenzione. Chissà se ne era valsa la pena.
Proprio in quel momento un lieve ronzio annunciò una chiamata in linea. Mike accese il suo comtel e il volto del suo amico Joe apparve sul piccolo schermo del computer
- ciao Mike, scusa se ti chiamo a quest’ora – esordì Joe – è tutto il giorno che ti cerco, dove diavolo ti sei cacciato?-
- Ciao Joe, io sto bene grazie, tu come stai? – rispose Mike quasi incurante delle parole dell’amico - senti, non ho né il tempo né la voglia di produrmi in smancerie, non ti ho chiamato per sapere come stai, lo so che stai di merda, ma per parlarti di una cosa molto grave -
- ok, ok – si affrettò a rispondere Mike, di cosa si tratta? -
- non so come dirtelo per farti meno male, quindi esporrò semplicemente i fatti. Linda è scomparsa Mike, è scomparsa da quasi una settimana – lo informò Joe facendosi serio – assieme a quel suo amico, come lo chiami tu -
- bè, saranno da qualche parte a scopare – rispose ironicamente l’amico
- No Mike sono scomparsi davvero. Abbiamo ricevuto una segnalazione dall’ospedale in cui lavoravano, li abbiamo cercati dappertutto, abbiamo interrogato amici e parenti, siamo stati nei posti che di solito frequentavano, abbiamo rovistato tra i movimenti bancari e tra le connessioni in Rete ma niente, non siamo riusciti a trovarli.
Mike sentì il pungolo d’acciaio che riprendeva improvvisamente a tormentargli le viscere e con una intensità che forse nemmeno dieci bicchieri di morfocaina avrebbero potuto interrompere
- che diavolo stai dicendo Joe, dov’è Linda? che le è successo? – chiese mentre seduto nervosamente nella sua poltrona stava letteralmente divorando la sua sintosigaretta.
- conosci il movimento del reverendo Carter? - chiese Joe all’amico
- si, è quella setta che predica l’abbattimento delle mura della città e la totale apertura agli esterni –
rispose Mike non riuscendo a simulare il disgusto che traspariva dal suo viso contratto
- più precisamente loro credono che dovremmo aprire gradualmente la città agli esterni, far conoscere loro la nostra tecnologia ed aiutarli a diffonderla in modo che migliorino le loro condizioni di vita e che in tal modo, in futuro si possa giungere ad una pacifica convivenza – lo corresse Joe,- si d’accordo, ma che c’entra Linda in tutto ciò? - chiese Mike sempre più agitato
- devi sapere che quell’amico di Linda, Fred Bowman, è un convinto seguace del reverendo Carter e riteniamo che abbia coinvolto nel movimento anche la tua ragazza.
Pensiamo inoltre che Bowman e Linda siano usciti dalla città, come altri del Movimento prima di loro, per contattare gli esterni, o meglio, un fantomatico capo degli esterni americani, per stabilire delle relazioni pacifiche e amichevoli. -
Il giovane ufficiale si accasciò quasi senza forze sulla poltrona; il pungolo era ormai diventato un palo arroventato ed era ormai completamente penetrato dentro di sé arrivando a lacerargli il cuore e i polmoni; faceva fatica a respirare e a rimanere concentrato mentre il dolore allo stomaco si faceva sempre più acuto; avrebbe voluto vomitare ma restò fermo e immobile per un tempo che gli parve infinito; gli occhi sbarrati e fissi sul nulla, la bocca aperta in un muto grido di dolore, le braccia inerti come un robot spento;
- mi dispiace Mike, continueremo a cercarli ancora in città ma presto saremo costretti a interrompere le ricerche – le parole gli giunsero da lontano come da un nero abisso ma ad un tratto esplosero nella sua mente come una scarica di adrenalina.
Non era vero, non poteva essere vero, pensò, aveva già perso una volta la donna che amava e aveva sostituito il suo amore con l’affetto bugiardo della morfocaina; non poteva perdere Linda un’altra volta.
I suoi occhi si posarono sull’amico che gli stava di fronte mentre una sorda rabbia gli invadeva il cervello rendendolo lucido come non mai; non poteva rassegnarsi di nuovo, questa volta non si sarebbe rassegnato, questa volta avrebbe lottato, fino alla fine se necessario, per la donna che amava, come un antico cavaliere che in sella al suo destriero combatteva contro il drago per liberarem l’amata principessa rinchiusa nel castello.
La rabbia e la determinazione presero definitivamente il posto della sofferenza e della
rassegnazione e Mike Corser scoprì di essere tornato improvvisamente ad essere quello che era; in una frazione di secondo smise i panni dell’uomo distrutto e drogato che era fino a qualche minuto prima e riprese a indossare le vesti del Capitano Corser, ufficiale dell’esercito federale e uomo innamorato, l’unico in grado di ritrovare la sua donna e salvarla dal drago.
Continua...
postato da: peppegraceffa alle ore 22:36 | Permalink | commenti
categoria:racconti, fantascienza
mercoledì, 16 aprile 2008

Mi è stato chiesto di pubblicare qui sul blog un mio racconto e quindi ho deciso di pubblicarne uno a puntate, dal titolo L'ultimo Sogno!

Oggi la prima parte mentre nei prossimi giorni pubblicherò il seguito! Buona lettura

Continuava a rigirare il bicchiere vuoto tra le mani. Ogni tanto interrompeva quel lento roteare e si soffermava a guardare la sua immagine riflessa sul fondo, un’immagine distorta e confusa come distorta era la sua anima e confusa la sua mente. Non ricordava ormai da quanto tempo era in quello squallido extasybar né quanti bicchieri di morfocaina avesse bevuto. Ricordava solamente che era uscito di casa in preda ad una sorda disperazione, una sorta di pungolo d’acciaio che gli afferrava le viscere e le strappava da dentro lasciandogli un freddo vuoto al posto del cuore. Non sarebbe riuscito a restare in casa da solo con la sua angoscia e con i suoi ricordi colmi di dolorosa tristezza, solo, con quel pungolo d’acciaio che gli tormentava le viscere. Aveva deciso di uscire e adesso si  ritrovava a guardare il suo bicchiere vuoto, ma almeno il freddo dell’acciaio non c’era più, il dolore scomparso e la piacevolezza di un’ondata di calore che lo percorreva violentemente. La morfocaina gli faceva sempre un benefico effetto, per questo era la droga che preferiva e che ordinava solitamente; riusciva ad assopirgli i sensi e a renderlo insensibile al dolore quasi fisico che lo attanagliava e, allo stesso tempo, gli annebbiava la mente rendendo tutto intorno a sé meno definito, meno solido, meno vero. Era come piombare in un sogno indistinto dove tutto è lontano e dove il dolore e la sofferenza sono come nuvole nel cielo, ti volano sopra ma non ti toccano.
- avanti amico, è ora di sloggiare– sentiva una voce attorno a sé, alzò la testa e vide vicino a sé il barman che lo scuoteva vigorosamente e gli gridava qualcosa che non riusciva a comprendere mentre si avvicinava sempre di più.
- coraggio, il turno è finito, o ne prendi un’altra o sloggi – capiva adesso le parole di quell’uomo che era ormai vicinissimo di fronte a lui e lo scuoteva con forza,
- d’accordo, d’accordo - cercò di dire con la bocca impiastrata di sapori amari mentre cercava di prendere la pillola di Etalan che gli avrebbe permesso di riacquistare, almeno in parte, il controllo di se stesso. Trovò la confezione di pillole non senza difficoltà, ne ingoiò un paio e cominciò a respirare regolarmente. Il mondo indistinto attorno a sé cominciò a scomparire rapidamente facendo posto ai contorni dell’extasy bar che ben conosceva; le braccia si fecero più pesanti e la testa cominciò a ronzare furiosamente fino a quando riprese completamente coscienza della sua mente e del suo corpo. Si ritrovò disteso su una poltrona scura unta di sudore, intrisa di alcool e droga, e in cui alcune macchie di vomito erano ancora ben visibili nella parte inferiore.
La celletta nella quale si trovava era debolmente illuminata da un neon colorato di rosso che pendeva da una parete come una chiazza di sangue in un corpo putrefatto.
Accanto alla poltrona un basso tavolo reggeva una bottiglia semivuota e due bicchieri, subdoli complici della droga. Si sentivano nell’aria, come attenuati dall’oblio, mugolii e lamenti provenienti dagli altri “avventori” del bar, ognuno nella sua celletta, ognuno nella sua poltrona, ognuno con il suo sogno artificiale. Era la prima volta che andava in una celletta portandosi dietro la sua bottiglia.
Di solito preferiva sedersi al bancone e sorseggiare lentamente la sua morfocaina prima di immergersi nuovamente nel dolore. Decise di fare a piedi il tratto di strada che separava l’extasybar da casa; in lontananza si sentiva il rombo dei cannoni positronici che scaricavano il loro fuoco assassino sugli esterni, un triste rumore che si ripeteva spesso durante le notti e al quale i cittadini erano tristemente abituati come una nenia cantata dalle madri ai loro figli. Solo raramente avevano attaccato in massa contando sul peso del
loro numero e quelle poche volte si erano risolte in spaventosi massacri di decine di migliaia di esterni. In quei casi i disgregatori avevano dovuto lavorare a lungo per ripulire il terreno antistante le mura dai cadaveri degli esterni e il loro tipico rumore simile ad un forte ronzio aveva tormentato gli abitanti della città e scosso le loro anime civili. Molti si erano lamentati, molti avevano protestato per i massacri compiuti, ma tutti, nel calore delle proprie case, attorno alle loro tavole imbandite, avevano segretamente ringraziato le armi che li avevano protetti dall’assalto dei barbari.
Anche a quell’ora di notte le strade della città erano colme di gente e le auto di passaggio ronzavano sui loro cuscinetti magnetici fluttuando nell’aria come ordinate farfalle.
Continua...
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categoria:racconti, fantascienza
giovedì, 03 aprile 2008

Periodo di concorsi questo

Ho inviato infatti una mia sceneggiatura per partecipare al concorso LAGO FILM FEST  nella sezione sceneggiature originali!

Il link alle pagine del concorso è il seguente:

http://www.lagofest.org/page.php?q=concorso&ul=02-Lff%202008

E' la prima volta che partecipo ad un concorso per sceneggiature e sono proprio curioso di vedere se e come viene valutato il mio lavoro. Confesso inoltre che sono fiducioso su un buon piazzamento della mia sceneggiatura! Staremo a vedere

postato da: peppegraceffa alle ore 17:40 | Permalink | commenti
categoria:cinema, concorsi letterari, sceneggiatura
mercoledì, 26 marzo 2008

Molti ritengono che la trilogia di Matrix sia semplicemente una saga cinematografica come tutti gli altri film!

Ma se invece si analizza in profondità l'intera saga (comprensiva degli Animatrix, dei fumetti e dei giochi dedicati) si possono fare delle scoperte davvero molto interessanti quali dettagli nascosti, simbologie celate, significati reconditi!

Vi siete mai chiesti ad esempio perchè i Wachowski (i registi) hanno inserito volutamente personaggi enigmatici quali il Merovingio o l'Architetto? Perchè proprio un Merovingio e non invece un Carolingio? Perchè un Architetto e non ad es. un Ingegnere?

L'intera opera sembra essere un antologia simbolica riconducibile all'esoterismo massonico e templare!

Se qualcuno vuole saperne di più, può scaricare il saggio che ho scritto insieme a tre altri appassionati e fan di Matrix, con i quali ho condiviso non solamente la passione per la Trilogia  ma anche l'amore per la ricerca e lo studio della stessa.

http://www.whatisthematrix.it/downloads/misteridimatrix.pdf

 Free Your Mind

postato da: peppegraceffa alle ore 11:54 | Permalink | commenti
categoria:cinema, matrix, fantascienza
martedì, 18 marzo 2008

La Fanzine RILL (Riflessi di Luce Lunare) organizza il XIV TROFEO RILL, un concorso di racconti di Fantascienza aperto a tutti e con scadenza fissata al 15 aprile

Il concorso mi sembra per strutturato e ben organizzato, oltre ad essere giunto alla XIV edizione, segnale di longevità ma anche di bontà dell'organizzazione.

Tutte le notizie e il bando per la partecipazione li trovate al seguente link

http://rill.it/bando.php

Penso proprio di partecipare al concorso, in ogni caso metterò sul blog gli aggiornamenti relativi al concorso.

postato da: peppegraceffa alle ore 18:13 | Permalink | commenti (1)
categoria:racconti, fantascienza, concorsi letterari
mercoledì, 12 marzo 2008

magdala3

Eccoci giunti alla seconda parte del Matrix comic "Magdala" scritto da me e realizzato con le immagini del gioco on line "The Matrix on line"

Chi vuole può scaricare la seconda ed ultima parte cliccando sul seguente link

http://www.whatisthematrix.it/downloads/Magdala2.pdf

 

Ricordo invece che la prima parte è scaricabile al seguente link

http://www.whatisthematrix.it/downloads/Magdala.pdf

 

postato da: peppegraceffa alle ore 17:52 | Permalink | commenti (3)
categoria:matrix, fumetti, fantascienza
lunedì, 10 marzo 2008

Prendo spunto da una discussione avuta su un forum per esprimere la mia opinione su una questione controversa: per diventare sceneggiatori, è necessario studiare o basta il proprio talento?

La questione è complessa perchè per fare il mestiere dello sceneggiatore non è richiesta la frequenza di una scuola o il conseguimento di una particolare abilitazione, quindi chiunque potrebbe farlo. Alcuni ritengono in ogni caso che lo studio sia fondamentale; per costorono partecipare a corsi specifici di scrittura, studiare manuali più o meno complessi è fondamentale per divetare sceneggiatori

Altri invece pensano che si possa tranquillamente prescindere dallo studio e affidarsi completamente alle proprie abilità.

La mia opinione al riguardo sta proprio nel mezzo. Ritengo infatti che lo studio sia importante per chiunque voglia cominciare una professione, anche quella dello sceneggiatore, perchè la conoscenza sta alla base di qualunque tipo di attività. Penso però che non sia necessario affidarsi completamente ai circuiti "istituzionali". A mio avviso non è necessario frequentare un corso, più o meno valido, di sceneggiatura anche se comunque la frequenza di un buon corso può per molti versi aiutare l'aspirante sceneggiatore. Tuttavia penso che i corsi, possano ingabbiare il talento di uno sceneggiatore, rinchiuderlo all'interno di gabbie strutturali, di schemi, regole e convenzioni che possono finire per limitare la creatività dello scrittore.

Ciò che conta davvero, a mio avviso, è conoscere le regole che stanno alla base della stesura di una sceneggiatura e dedicarsi ad uno studio che ciascuno può fare da sè, senza lasciarsi guidare da veri o presunti "docenti" di sceneggiatura. Leggere qualche libro sull'argomento è sempre interessante, spulciare le tecniche rivelate dai professionisti, stampare e analizzare le sceneggiature di grandi film, sono secondo me i metodi migliori per apprendere il "mestiere".

Quello che conta più di ogni altra cosa comunque, è il talento. Il talento può essere incrementato, migliorato e affinato, ma se non si ha talento, nessun corso potrà mai aiutare a diventare un bravo sceneggiatore. 

 

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categoria:cinema, fumetti, sceneggiatura
venerdì, 07 marzo 2008

Il lavoro quotidiano assorbe gran parte del mio tempo e purtroppo non riesco a scrivere come e quanto vorrei!

Ho alcune idee nel cassetto che che in futuro vorrei trasformare in vere storie ma al momento non ce la faccio a conciliare tutto e temo che queste idee dovranno restare ancora un pò di tempo nel famoso cassetto prima di vedere la luce.

Ciò perchè sto lavorando da tempo a tre romanzi che vorrei, prima o poi, finire senza farmi tentare ancora da piccoli progetti che sono più semplici da realizzare e da completare, ma che restano come puro esercizio artistico senza uno sbocco professionale concreto.

La verità però è che, man mano che lavoro sui miei romanzi lunghi, sono assalito dalle scintille di nuove idee che ho la necessità quasi fisica, di mettere su carta, con conseguente spreco di tempo dedicato ai romanzi. So già quindi che, nonostante le mie buone intenzioni, finirò per trascurare il lavoro importante in favore di piccoli racconti o brevi sceneggiature per cortometraggi anche perchè, nel momento stesso in cui sto scrivendo questo post, sono assalito da un'idea che continua a frullarmi nel cervello e che so continuerà a tormentarmi fino a quando non l'avrò trasformata in racconto. 

In ogni caso, cercherò di dedicare il maggior tempo possibile ai miei tre romanzi in modo da portarmi avanti con la stesura e completare nel giro di poco tempo almeno uno di essi.

postato da: peppegraceffa alle ore 11:52 | Permalink | commenti (1)
categoria:racconti, personale
lunedì, 03 marzo 2008

Dura la vita per uno sceneggiatore di fumetti. Dopo aver pensato ad una storia, dopo averla faticosamente costruita e dopo averla trasposta su carta, si trova alle prese con un’opera perfettamente incompiuta, una storia finita e completa che necessita però di essere trasposta in disegni.

Ha finito il suo lavoro, con pazienza, fatica e dedizione, e alla fine si ritrova fra le mani solamente una bozza che qualcun altro dovrà necessariamente completare.

Questo è un pò quello che provo quando finisco una sceneggiatura per un fumetto. Un senso di vuoto che potrà essere colmato solamente se e quando un fumettista non ne avrà realizzato i disegni.

E in questo momento mi trovo proprio in questa situazione. Qualche tempo fa ho letto un breve e famoso racconto di fantascienza che mi ha molto colpito e, quasi subito, ho pensato che volevo farne un fumetto. La trasposizione in fumetto non è stata semplice date le caratteristiche particolari del racconto ma alla fine ne ho tratto una (penso buona) sceneggiatura per un fumetto breve.

La sceneggiatura è pronta, adesso non resta che trovare un disegnatore che voglia impegnarsi a realizzarla.

Trattasi di un fumetto di fantascienza di sei tavole che aspetta un bravo disegnatore per vedere la luce.

Fatevi avanti

postato da: peppegraceffa alle ore 17:37 | Permalink | commenti (1)
categoria:personale, fumetti, sceneggiatura